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martedì 8 febbraio 2011
Villa Bosi ed il parco
domenica 6 febbraio 2011
Luigi Canzi, garibaldino, deputato e senatore
Sen. Luigi Canzi nacque a Milano il 29-09-1839 da Canzio e Lucia Margherita Pecchio Oggero, ( la famiglia Canzi sembra originaria di Ossona ) sposato con Maria Antongini, ebbe il figlio Mario che perse in giovane età.
A metà dell' ottocento la famiglia Canzi, composta da Luigi Canzi capofamiglia e dalla sorella Angela, poi maritata Battaglia, risultano residenti ad Ossona in via dei Fattori (dal vecchio registro dell'anagrafe del comune di Ossona).
Nel 1866 partecipò, come ufficiale, alla campagna garibaldina nel Tirolo.
Cariche e titoli:
Membro del Consiglio di amministrazione della Banca commerciale italiana dal 20 novembre 1894 al 19 novembre 1922.
Vice presidente della Banca commerciale italiana dal 1 giugno 1912 al 28 aprile 1916.
Presidente della Banca commerciale italiana dal 28 aprile 1916 al 18 luglio 1919.
Cariche politiche ed amministrative:
Dagli atti parlamentari:
Onorevoli colleghi. Un nuovo lutto ho il dolore di annunziarvi. Il senatore Luigi Canzi si è spento ieri a Milano dove era nato il 29 settembre 1839. Appartenete a ricca famiglia di patrioti ed educato ai più nobili sensi di italianità, nel 1866 con giovane entusiasmo indossò la camicia garibaldina e partecipò da valoroso alla campagna per l'unità nazionale.
Con Luigi Canzi scompare una fervida ed operosa esistenza, animata da un sincero amore per il paese e da una fiducia incrollabile nelle fortune di esso.
Intervento del ministro dell'agricoltura De Capitani:Il governo si associa alle parole dell' illustre Presidente in commemorazione del senatore Luigi Canzi.Mi si permetta che, come milanese, io mandi un tributo di reverenza al concittadino che illustrò Milano e l'Italia. Le doti di Luigi Canzi ghe patriota, come amministratore, come uomo politico furono già lucidamente riassunte. Io porò dire che Milano lo amava come uno dei suoi più preclari figli. Alla sua venerata memoria va l'ossequio imperituro.
Senato del Regno, dagli atti parlamentari. Discussioni, 20 novembre 1922.
Luigi Canzi di Canzio garibaldino deputato senatore vissuto in epoca due volte eroica e la sua consorte Maria della patriottica famiglia Antongini che lungamente con lui divise affetti ideali qui nella pace del borgo diletto riposano con le spoglie del figlio adorato.
Un ricordo degli ossonesi nel 150° anniversario dell'unita d'Italia
martedì 1 febbraio 2011
Un pò di storia della Villa e delle proprietà dei Marchesi Litta Modignani in Ossona
Giò Batta Visconti acquista dalla signora Laura Landriana la casa e terreni in Ossona e Ranteghetta
1659 (11 giugno)
Il Marchese Vercellino Maria Visconti fu Gio Battista, acquista dalla famiglia Palazzi una casa nobile con giardino, confinante con la chiesa San Bartolomeo.
1671 ( 8 luglio)
Per una controversia dei figli della Marchesa Paola Maria Visconti, viene effettuata una stima dei beni di proprietà. La stima descrive una corte recintata, un edificio nobile con cucina, due sale con camino, due camere al piano terra, scala con accesso alle due camere superiori, giardino e corte rustica con annessa cantina, camera e colombaia, stalla per otto cavalli, stalla dei buoi, pozzo e torchio, casa da massaro con stalla, pollaio, pozzo ed il forno.
1700
Da una mappa del '700, la proprietà dell'area su cui sorge la villa, risulta essere del Marchese Aliprandi Visconti (lotti 171 e 181) sul lotto 181 compare un fabbricato la cui forma ci riporta all'attuale villa.
1722 (9 febbraio-2 marzo)
Sulla mappa del Catasto Teresiano compare la pianta dell'area di proprietà del Marchese Aliprandi Visconti (villa e giardino).
1758 (6 marzo)
L'attuale proprietario della villa , il Marchese Don Everardo Visconti, chiede al Marchese Marco Cornaggia Medici, un pezzo di vigna per prolungare la strada che collega il cancello ovest del parco, alla strada che da Ossona porta ad Inveruno.
1777 (25 gennaio)
Il Marchese Monsignore Arcidiacono Don Giuseppe Maria Visconti, eredita dal Marchese Giorgio Maria Vercellino Visconti, la casa con torchio e retrostante giardino confinante con i beni dell'Abazia di San Bartolomeo e la piazza, a sud la strada, ed a ovest con i beni della Marchesa Medici Cornaggia.
1796 (14 giugno)
Il Conte Marc'Antonio Brebbia eredita dal Marchese Arcidiacono Don Giuseppe Maria Visconti le proprietà.
1802 (29agosto)
La famiglia Taccioli acquista dall'Ospedale Maggiore, a saldo di un credito per la somministrazione del pane, di 2500 pertiche di terra in zona asciutta dei comuni di Marcallo, Ossona, Furato, Arluno e la possessione di Asmonte con Menadrago, per un costo di 225.000 lire, di cui 30.000 in contanti e le rimanenti 195.000 a saldate mediante sommonistrazione del pane, fatte e da farsi.
1810(12 febbraio)
I fratelli Camillo e Luigi Taccioli acquistano la villa per 60.000 lire milanesi, ed altri beni in Ossona, Arluno e S. Stefano per 100.000 lire milanesi dal Conte Marc'Antonio Brebbia. In aprile viene effettuato un inventario dei mobili della villa che elenca: 45 stanze, due gabinetti, capuccina, due anticamere, due guardaroba, sala mangè, sala biliardo, oratorio, cardenza, tinello, rimessa e lavanderia.
Per la prima volta viene nominata una sala detta alla "cinese" posta al piano terra.
1815-1821
Costruzione di case per massari e pigionanti ad Asmonte per una spesa di 72.000 lire.
Costruzione e ristrutturazione edifici rurali ad Ossona per una spersa di 41.000 lire.
1819
Riattivazione della filanda di Asmonte con una spesa di 12.000 lire.
1824
Costruzione della filanda a vapore dotata di due caldaie e 100 fornelli, per una spesa di 82.500 lire.
La filanda dava lavoro per oltre 70 persone.
1840-1844
Costruzione del granaio ad Ossona per un costo di 19.745,53 lire.
1843-1846
Costruzione ipogeo (arc. Luigi Clerichetti) per una cifra impegnata da Luigi Taccioli di non meno di 30.000 lire.
Beni acquisiti ed investimenti effettuati dalla famiglia Taccioli dal 1802 al 1846 in Ossona:
1802-(28-08) Possessione di Asmonte con Menadrago - 225.000 lire
1810-(12-02) Beni in Ossona,S.Stefanoe Arluno (compresa la villa) - 160.000 lire
1810-(28-06) Vigna ad Ossona - 5.655 lire
1814-(13-12) Vigna con porzione di casa in Ossona -5.000 lire
1822-(12-12) Vigna detta Scavina con casa ad Ossona - 8.286 lire
1824-(24-09) Terreno con casa colonica in Ossona - 43.000 lire
1827-(31-12) Aratorio detto Scavina in Ossona - 2.225 lire
1829-(08-05) Un vignolo detto Scavina - 814 lire
1831-(02-04) Varie porzioni di terra ad Ossona - 3.437 lire
1842-(10-12) Aretorio vitato dettola Vignola in Ossona - 7.000 lire
1843-(25-11) Terreno con caseggiato colonico in Ossona - 94.000 lire
1844-(12-12) Porzione di casa civile in Ossona - 2.000 lire
1846-(16-07) Terreno con caseggiato colonico in Ossona - 32.500 lire
1815-1821 Costruzione case per massari e pigionanti ad Asmonte - 72.000 lire
" " Costruzione e ristrutturazione edifici rurali in Ossona - 41.000 lire
1819 Riattivazione della filanda di Asmonte - 12.000 lire
1824 Costruzione della filanda a vapore in Asmonte - 82.500 lire
1840-1844 - Costruzione del granaio ad Ossona - 19.745 lire
1844-1846 - Costruzione ipogeo (arc. Luigi Clerichetti) per una cifra
impegnata da Luigi Taccioli nel testamento del 1844, di - 30.000 lire
(probabilmente la cappella costò molto di più).
Per un totale di 846.753 lire milanesi
Usando il coefficente di rivalutazione della lira dal 1861 (non trovando un coefficente del primo ottocento) di 8577,36, da un totale di £ 7.262.903.025, pari a 3.750.976 di euro.
Considerando che gli investimenti sono iniziati 60 anni prima del coefficente del 1961, la famiglia Taccioli ha investito una cifra considerevole nel nostro territorio.
1847
Alla morte di Luigi Taccioli i beni passarono al figlio Gaetano.
1887
I beni siti in Ossona risultano di proprietà della figlia di Enrico Taccioli, Nobil Donna Marchesa Giulia moglie del Marchese GianFranco Litta Modignani.
Bibliografia:
Tesi di laurea dell'Arc. Elvis Pastori
S. Lovati "Da tencin a banchieri" pubblicato dalla Banca Popolare di Intra.
era custodita la Madonna Taccioli, una statua in marmo dello scultore
Agostino Busti detto il Bambaia (1483-1548);
Nell' ipogeo, trova sepoltura il poeta-scrittore Luigi Gualdo Bolis (1844-1898), nipote di Luigi Taccioli, proclamato Cavaliere della Legion D'Onore a Parigi nell'agosto del 1896.






























