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martedì 8 febbraio 2011

Villa Bosi ed il parco

Cenni storici
Con la eredità della signora Francesca Bosi Meraviglia pervenuta nel 1938 venne fatto obbligo di aprire nella villa della benefattrice a Ossona un convalescenziario per bambini d'ambo i sessi, di età inferiore ai 12 anni, già ricoverati nell'Ospedale Maggiore di Milano e bisognosi di un periodo di convalescenza e riabilitazione. Eseguiti i lavori di adattamento alla villa, il convalescenziario fu aperto il 27 novembre 1938, affidandone la direzione al professor Adriano Bocchini.Il 18 settembre 1843 venne disposto il temporaneo trasferimento della divisione pediatrica Mariani dell'Ospedale Maggiore nella casa di campagna di Ossona ritenuta in località meno esposta alle incursioni aeree.Il reddito annuo disposto dalla benefattrice per il funzionamento del convalescenziario nel dopoguerra sì rivelò insufficiente per la gestione dell'istituto pur essendosi aggiunto un lascito del legato Secco Comneno.Vennero quindi presi accordi con la Ripartizione assistenza del Comune di Milano perché venissero inviati anche bambini provenienti da altri ospedali, in modo da assicurare una presenza media di 60 ricoverati giornalieri. Si mantenne sempre una diaria giornaliera molto bassa di 700/750 lire a bambino, invariata tra il 1948 e il 1960, fino a raggiungere le 1000 lire nel 1965/66. Nonostante questo il Comune di Milano diradò l'invio di bambini anche in dipendenza del fatto che l'interno della villa non corrispondeva alle esigenze di un moderno convalescenziario.Nel 1965 venne presentato un progetto di rifacimento completo della villa per adeguarla ai nuovi bisogni e per portarla alla capienza di 72 posti letto, oltre a 10 per l'infermeria e 10 per l'isolamento e agli spazi per il personale. Con deliberazione 24 giugno 1966 venne approvato il rifacimento della villa e il trasferimento dei bambini in altro ambiente.In attesa dell'inizio dei lavori il 3 agosto 1967 il convalescenziario viene trasferito a Villa Serena di Introbio, un struttura in affitto per tre anni. Ospitava 65 bambini, 5 suore e 10 inservienti. La struttura di Villa Serena rimase attiva fino al 1974. I lavori a villa Bosi Meraviglia furono iniziati, ma non è più stato deciso l'effettivo utilizzo dello stabile dopo il trasferimento dei bambini a Introbio.
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Resti della Cappella dell'ospedaletto, già Cappella dei Marchesi Cornaggia.
(del 700)




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La portineria nel 1928

Villa Bosi nel 1938


Convaliscenziario Bosi


Portineria nel 1960


Convaliscenziario Bosi


Ex portineria


Ex portineria - bifora


Ingresso al parco


Villa Bosi oggi


Madonna di Lourdes nel parco


Parco


Concerto nel parco


Concerto nel parco



Magnolia









Uscita verso il canale


Lavatoio


Ponte sul canale


Parco d'inverno


Parco d'inverno


Parco d'inverno

Corpo ovest della villa

Particolare delle finestre

Particolare del sottogronda


Aggiungi immagine Particolare dei pilastri d'angolo


Particolare dei pilastri d'angolo

Terracotta sotto il porticato


Porta sotto il porticato


Particolare della porta










domenica 6 febbraio 2011

Luigi Canzi, garibaldino, deputato e senatore

Senatore Luigi Canzi cittadino di Ossona

Sen. Luigi Canzi nacque a Milano il 29-09-1839 da Canzio e Lucia Margherita Pecchio Oggero, ( la famiglia Canzi sembra originaria di Ossona ) sposato con Maria Antongini, ebbe il figlio Mario che perse in giovane età.

A metà dell' ottocento la famiglia Canzi, composta da Luigi Canzi capofamiglia e dalla sorella Angela, poi maritata Battaglia, risultano residenti ad Ossona in via dei Fattori (dal vecchio registro dell'anagrafe del comune di Ossona).

Possidente, in quanto eredita dal padre nel 1864 delle proprietà (case e terreni) in Ossona, Casorezzo, Furato, Mesero e Santo Stefano, di professione era industriale e agricoltore.

Nel 1866 partecipò, come ufficiale, alla campagna garibaldina nel Tirolo.

Cariche e titoli:

Membro del Consiglio di amministrazione della Banca commerciale italiana dal 20 novembre 1894 al 19 novembre 1922.

Vice presidente della Banca commerciale italiana dal 1 giugno 1912 al 28 aprile 1916.

Presidente della Banca commerciale italiana dal 28 aprile 1916 al 18 luglio 1919.

Membro del consiglio d'amministrazione della Società generale italiana Edison di elettricità di Milano dal 1896 al 1922.

Cariche politiche ed amministrative:
Sindaco di Gerenzano
Consigliere provinciale di Milano per Saronno.
Cosigliere comunale ed assessore nel comune di Ossona dal 1900 al 1922.
Eletto alla Camera dei deputati nel 1876, 1880, 1882, 1886, 1892 e 1895.
Senatore del Regno dal 26 gennaio 1910 sino al 19 novembre 1922, data della morte che avvenne a Milano.


Dagli atti parlamentari:
Discorso di commemorazione del Presidente sen.Tommaso Tittoni:

Onorevoli colleghi. Un nuovo lutto ho il dolore di annunziarvi. Il senatore Luigi Canzi si è spento ieri a Milano dove era nato il 29 settembre 1839. Appartenete a ricca famiglia di patrioti ed educato ai più nobili sensi di italianità, nel 1866 con giovane entusiasmo indossò la camicia garibaldina e partecipò da valoroso alla campagna per l'unità nazionale.
Di animo nobilissimo E nutrito di severi studi, ad una vita comoda preferì una esistenza di lavoro e si consacrò interamente all'incremento dell'agricoltura e delle industrie. Viaggiò lungamente, specie nell'estremo Oriente, e dall'esperienza fatta nei suoi viaggi fu non poco avvantaggiata in Lombardia l'industria della seta.
D'ingegno vivacissimo e molto competente nelle questioni industriali e commerciali, egli non poteva rimanere estraneo alla vita pubblica e, mentre faceva parte di varie amministrazioni comunali milanesi e fu consigliere provinciale di Milano, fin dal 1876 fu inviato alla Camera dei deputati quale rappresentante del collegio di Cuggiono.
E, convinto liberale, in Parlamento si affermò subito nella energia e intelligente difesa dei più vitali interessi del paese, suscitando le più vive simpatie dei colleghi per la prontezza e profondità delle sue vedute, per l'equilibrio dei suoi giudizi, per la modestia e mitezza del suo carattere.
Fece parte di molte ed importanti commissioni e innumerevoli sono i suoi discorsi nell'interesse sopra tutto dell'agricoltura e del commercio, sia nel regno che nelle Colonie, come alle discussioni dei bilanci e di materia finanziaria raramente mancò la sua preziosa partecipazione.
Nella Camera dei deputati sedette lungo tempo: rappresentante di Cuggiono fino al 1882, dopo l'allargamento dei collegi elettorali per la sostituzione dello scrutinio di lista a quello uninominale, egli fu per la XV e XVI legislatura fra i rappresentanti del collegio di Milano. E nel 1888, quando dubitò di non godere più la fiducia dei suoi elettori per dissensi sorti circa la questione del protezionismo, obbedendo ad uno squisito senso di correttezza politica, egli non tardò a dimettersi; ma poco dopo, veniva rieletto a grande maggioranza per il collegio di Busto Arsizio e come tale restò alla camera per la XVIII e la XIX legislatura, il 26 gennaio 1910 fu nominato senatore ed anche in Senato, fino a quando glielo permise la tarda età, prestò opera assidua, prendendo parte a varia discussioni in materia di finanza.

Con Luigi Canzi scompare una fervida ed operosa esistenza, animata da un sincero amore per il paese e da una fiducia incrollabile nelle fortune di esso.
Con sentimento di vivo dolore mandiamo alla memoria del caro estinto un reverente saluto e alla famiglia le espressioni del nostro cordoglio.

Intervento del ministro dell'agricoltura De Capitani:Il governo si associa alle parole dell' illustre Presidente in commemorazione del senatore Luigi Canzi.Mi si permetta che, come milanese, io mandi un tributo di reverenza al concittadino che illustrò Milano e l'Italia. Le doti di Luigi Canzi ghe patriota, come amministratore, come uomo politico furono già lucidamente riassunte. Io porò dire che Milano lo amava come uno dei suoi più preclari figli. Alla sua venerata memoria va l'ossequio imperituro.


Senato del Regno, dagli atti parlamentari. Discussioni, 20 novembre 1922.

La tomba del senatore e della famiglia si trova nel cimitero di Ossona, la scritta sulla lapide così recita:


Luigi Canzi di Canzio garibaldino deputato senatore vissuto in epoca due volte eroica e la sua consorte Maria della patriottica famiglia Antongini che lungamente con lui divise affetti ideali qui nella pace del borgo diletto riposano con le spoglie del figlio adorato.

Un ricordo degli ossonesi nel 150° anniversario dell'unita d'Italia

martedì 1 febbraio 2011

Un pò di storia della Villa e delle proprietà dei Marchesi Litta Modignani in Ossona

Villa Litta Modignani ristrutturata

Villa Litta anni 30

1602 (13 giugno)
Giò Batta Visconti acquista dalla signora Laura Landriana la casa e terreni in Ossona e Ranteghetta

1659 (11 giugno)
Il Marchese Vercellino Maria Visconti fu Gio Battista, acquista dalla famiglia Palazzi una casa nobile con giardino, confinante con la chiesa San Bartolomeo.

1671 ( 8 luglio)
Per una controversia dei figli della Marchesa Paola Maria Visconti, viene effettuata una stima dei beni di proprietà. La stima descrive una corte recintata, un edificio nobile con cucina, due sale con camino, due camere al piano terra, scala con accesso alle due camere superiori, giardino e corte rustica con annessa cantina, camera e colombaia, stalla per otto cavalli, stalla dei buoi, pozzo e torchio, casa da massaro con stalla, pollaio, pozzo ed il forno.

1700
Da una mappa del '700, la proprietà dell'area su cui sorge la villa, risulta essere del Marchese Aliprandi Visconti (lotti 171 e 181) sul lotto 181 compare un fabbricato la cui forma ci riporta all'attuale villa.

1722 (9 febbraio-2 marzo)
Sulla mappa del Catasto Teresiano compare la pianta dell'area di proprietà del Marchese Aliprandi Visconti (villa e giardino).

1758 (6 marzo)
L'attuale proprietario della villa , il Marchese Don Everardo Visconti, chiede al Marchese Marco Cornaggia Medici, un pezzo di vigna per prolungare la strada che collega il cancello ovest del parco, alla strada che da Ossona porta ad Inveruno.

1777 (25 gennaio)
Il Marchese Monsignore Arcidiacono Don Giuseppe Maria Visconti, eredita dal Marchese Giorgio Maria Vercellino Visconti, la casa con torchio e retrostante giardino confinante con i beni dell'Abazia di San Bartolomeo e la piazza, a sud la strada, ed a ovest con i beni della Marchesa Medici Cornaggia.

1796 (14 giugno)
Il Conte Marc'Antonio Brebbia eredita dal Marchese Arcidiacono Don Giuseppe Maria Visconti le proprietà.

1802 (29agosto)
La famiglia Taccioli acquista dall'Ospedale Maggiore, a saldo di un credito per la somministrazione del pane, di 2500 pertiche di terra in zona asciutta dei comuni di Marcallo, Ossona, Furato, Arluno e la possessione di Asmonte con Menadrago, per un costo di 225.000 lire, di cui 30.000 in contanti e le rimanenti 195.000 a saldate mediante sommonistrazione del pane, fatte e da farsi.

1810(12 febbraio)
I fratelli Camillo e Luigi Taccioli acquistano la villa per 60.000 lire milanesi, ed altri beni in Ossona, Arluno e S. Stefano per 100.000 lire milanesi dal Conte Marc'Antonio Brebbia. In aprile viene effettuato un inventario dei mobili della villa che elenca: 45 stanze, due gabinetti, capuccina, due anticamere, due guardaroba, sala mangè, sala biliardo, oratorio, cardenza, tinello, rimessa e lavanderia.
Per la prima volta viene nominata una sala detta alla "cinese" posta al piano terra.

1815-1821
Costruzione di case per massari e pigionanti ad Asmonte per una spesa di 72.000 lire.
Costruzione e ristrutturazione edifici rurali ad Ossona per una spersa di 41.000 lire.

1819
Riattivazione della filanda di Asmonte con una spesa di 12.000 lire.

1824
Costruzione della filanda a vapore dotata di due caldaie e 100 fornelli, per una spesa di 82.500 lire.
La filanda dava lavoro per oltre 70 persone.

1840-1844
Costruzione del granaio ad Ossona per un costo di 19.745,53 lire.

1843-1846
Costruzione ipogeo (arc. Luigi Clerichetti) per una cifra impegnata da Luigi Taccioli di non meno di 30.000 lire.

Beni acquisiti ed investimenti effettuati dalla famiglia Taccioli dal 1802 al 1846 in Ossona:

1802-(28-08) Possessione di Asmonte con Menadrago - 225.000 lire
1810-(12-02) Beni in Ossona,S.Stefanoe Arluno (compresa la villa) - 160.000 lire
1810-(28-06) Vigna ad Ossona - 5.655 lire
1814-(13-12) Vigna con porzione di casa in Ossona -5.000 lire
1822-(12-12) Vigna detta Scavina con casa ad Ossona - 8.286 lire
1824-(24-09) Terreno con casa colonica in Ossona - 43.000 lire
1827-(31-12) Aratorio detto Scavina in Ossona - 2.225 lire
1829-(08-05) Un vignolo detto Scavina - 814 lire
1831-(02-04) Varie porzioni di terra ad Ossona - 3.437 lire
1842-(10-12) Aretorio vitato dettola Vignola in Ossona - 7.000 lire
1843-(25-11) Terreno con caseggiato colonico in Ossona - 94.000 lire
1844-(12-12) Porzione di casa civile in Ossona - 2.000 lire
1846-(16-07) Terreno con caseggiato colonico in Ossona - 32.500 lire
1815-1821 Costruzione case per massari e pigionanti ad Asmonte - 72.000 lire
" " Costruzione e ristrutturazione edifici rurali in Ossona - 41.000 lire
1819 Riattivazione della filanda di Asmonte - 12.000 lire
1824 Costruzione della filanda a vapore in Asmonte - 82.500 lire
1840-1844 - Costruzione del granaio ad Ossona - 19.745 lire
1844-1846 - Costruzione ipogeo (arc. Luigi Clerichetti) per una cifra
impegnata da Luigi Taccioli nel testamento del 1844, di - 30.000 lire
(probabilmente la cappella costò molto di più).

Per un totale di 846.753 lire milanesi

Usando il coefficente di rivalutazione della lira dal 1861 (non trovando un coefficente del primo ottocento) di 8577,36, da un totale di £ 7.262.903.025, pari a 3.750.976 di euro.
Considerando che gli investimenti sono iniziati 60 anni prima del coefficente del 1961, la famiglia Taccioli ha investito una cifra considerevole nel nostro territorio.

1847
Alla morte di Luigi Taccioli i beni passarono al figlio Gaetano.

1887
I beni siti in Ossona risultano di proprietà della figlia di Enrico Taccioli, Nobil Donna Marchesa Giulia moglie del Marchese GianFranco Litta Modignani.



Bibliografia:
Tesi di laurea dell'Arc. Elvis Pastori
S. Lovati "Da tencin a banchieri" pubblicato dalla Banca Popolare di Intra.

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Ipogeo Taccioli-Litta Modignani (anno 1844-1846), nel quale, fino a qualche anno fa ,
era custodita la Madonna Taccioli, una statua in marmo dello scultore
Agostino Busti detto il Bambaia (1483-1548);
ora la statua si trova al museo del Castello Sforzesco di Milano.
Nell' ipogeo, trova sepoltura il poeta-scrittore Luigi Gualdo Bolis (1844-1898), nipote di Luigi Taccioli, proclamato Cavaliere della Legion D'Onore a Parigi nell'agosto del 1896.

Altare dell' Ipogeo

Madonna Taccioli


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Villa Litta restaurata ora Municipio di Osssona
Sala Giunta

Sala Consigliare


Sala Grigia


Sala Cinese



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Foto anni 60
Porticato ingresso casa del fattore

Cortile colonico

Cortile colonico

Villa dal parco

Recinzione del vecchio pollaio

Viale con ex stalla

viale della ex stalla